Dragoncello

Espressioni d'Arte presenta la mostra: Plasma dissoluzione e forma

Ostia Oggi, articolo del 20 Giugno 2008Cristina Arbunescu, Francesco Astiaso Garcia, Cristiano Quagliozzi
24 settembre - 16 ottobre 2008 - vernice mercoledì 24 ore 17,00

Biblioteca Elsa Morante
Via Adolfo Cozza, 7
00122 Roma

curatori: Tiziana di Bartolomeo - critica:  Gianluca Tedaldi
sito web: www.espressionidarte.it
e-mail: info@espressionidarte.it
ufficiostampa@espressionidarte.it

infoline: 06-5611815
ingresso libero

orari apertura:
lun mar mer 9-13/15-19
giov ven 9-19
sab 9-13


Questa occasione d'incontro possiede una  valenza, quella di
presentare al pubblico di Roma gli artisti Cristina
Arbunescu (Romania), Francesco Astiaso Garcia e Cristiano
Quagliozzi. In questa mostra ci sono linguaggi franchi e
inoppugnabili, ci sono allusioni che parlano alla cultura o,
all'opposto, alle viscere. Ci sono diaframmi poetici per
velare il troppo certo e verità scoperte per allontanare la compagnia dei tentennamenti.
L’esperienza artistica di Cristiano Quagliozzi ha da
sempre individuato nel disegno la tecnica più idonea per
comunicare il vigore e l’audacia creativa che lo
accompagnano. Volto alla ricerca di una propria identità
stilistica, nella serie di disegni a grafite realizzati su
carta decide di incentrare il suo lavoro proprio sul
confronto tra la propria identità e i maestri del passato
Il deciso e consapevole tratto segnico dell’artista fa
emergere rappresentazioni dei celebri angeli del Bernini a
partire dai particolari del volto, delle braccia, delle
mani, delle croci e degli strumenti che sostengono. Immagini
ieratiche, eterne ed immutabili, consacrate
dall’immaginario ad emblemi della nostra  cultura vengono
esaltate da un minuzioso tratto descrittivo. Le stesse si
ritrovano appena accennate e quasi suggerite da schizzi,
grafismi e cancellazioni che interferiscono con l’immagine
conferendo all'insieme un sapore e un contenuto altamente
lirico.
L’indefinitezza dell’immagine è il frutto di una
sperimentazione sempre in atto e di un impulso creativo che
l’artista riesce sapientemente a controllare dando valore
e significato ad ogni segno o cancellazione apparentemente
casuale. (Francesca Pardini)
Autoritratti, ritratti, maschere, volti. Osservando la vasta
e variegata produzione artistica di Francesco Garcia che
spazia nella sperimentazione di ogni mezzo espressivo : dal
disegno a carboncino, alla fotografia, all’uso del  ready
made con valenza concettuale, alle sculture in bronzo e cera
dove l’informale cede il posto alla classicità della
figura, non si può non essere  colpiti infine
dall’immagine di questi volti trasparenti quasi eterei che
lasciano trasalire attraverso lo spazio, attraverso l’aria
che li attraversa, la leggera pienezza della loro presenza.
(Francesca Cascino)
Cristina Arburescu sembra essersi posta il problema della
figurazione riallacciandosi agli anni Settanta, quando il
sipario sembrava essersi chiuso sul tramonto dell’arte.
Come in chi non ha spezzato il filo del discorso con le
avanguardie, sembra consapevole che una figura deve superare
un esame: quali carte ha per dimostrare che non è solo
illustrazione, esercizio di pura tecnica, ma ha un aggancio
inequivocabile con la realtà attuale? Credo che la
risposta stia nella scelta di utilizzare un supporto di
immagine oggettiva, meccanica, fotografica. Questo punto di
partenza, quindi, è neutrale, non pretende di illudere
nè di stupire con l’abilità tecnica; quello che conta
è il modo di lavorare su questo dato di partenza. Lì si
esercita la sensibilità (e l’eleganza) dell’artista,
lì è il luogo dove hanno occasione di imprimersi anche
emozioni. Fotografia e pittura sono fra loro distinte. Oggi
la fotografia ha maggior successo presso le sedi più
prestigiose di promozione dell’arte proprio per la sua
imparzialità, la sua qualitàdi testimonianza di fatti e
caratteri. Cristina Arburescu pare aver introdotto la sua
mano all’interno del meccanismo fotografico per cercare di
essere, allo stesso tempo, d’avanguardia e capace di
comunicare emozioni. (Gianluca Tedaldi)