Dragoncello

Arrestati: banda delle carte clonate

VITINIA NELLA BASE SUPERTECNOLOGICA TROVATE 500 SCHEDE. NOVE ROMENI IN MANETTE 

Facce pulite da bravi ragazzi, come la fedina penale del resto. Erano loro, gli incensurati, quelli che nella banda avevano il ruolo di «prelevatori»: andavano allo sportello, inserivano la tessera, digitavano il codice e prendevano i contanti.

Ma l'ultimo prelievo è stato fatale. E sono finiti in manette prima l'uno e poi l'altro, arrestati dai carabinieri di Ostia, che da giorni ne seguivano le tracce. Due romeni senza precedenti penali: solo la punta dell'iceberg della banda vera e propria, altri sette connazionali specializzati nello stesso reato: clonare bancomat e carte di credito. L'indagine si è conclusa l'altra notte. Settimane di appostamenti per risalire al capo, E.C., 34 anni, che in un appartamento di Vitinia aveva allestito la sua base. Fra computer e skimmer (l'apparecchio che copia i dati dalla striscia magnetica delle carte) i romeni clonavano a rotta di collo. 

I militari hanno trovato oltre 500 schede, i codici pin, un telefonino per filmare i clienti. Presto per dire il volume d'affari del gruppo, ma è certo che i cittadini di Ostia e dintorni faranno bene a controllare con attenzione il prossimo estratto conto. In questo senso va anche l'appello dei carabinieri: spesso è la disattenzione degli utenti a favorire i pirati delle carte di credito. «Gli skimmer sono minuscoli - spiega il colonnello La Gala - si nascondono anche nella giacca di un cameriere infedele che prende la nostra carta al ristorante». E poi la copia in meno di un secondo.

 

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